.   I  RISCHI SPECIFICI DELLA SCUOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“ ... il positivo sconfigge sempre il negativo, il coraggio supera la paura, la pazienza supera la collera e l’irritabilità .... “

Swami Sivananda Sarasvati

 

 

 

 

 


 

a.   Uso di sostanze pericolose – etichettatura – schede di sicurezza

 

Molte sostanze chimiche, sia quelle usate in attività didattiche o di laboratorio o per medicazioni, ma anche quelle utilizzate per la pulizia e per disinfettare possono presentare rischi per la salute e la sicurezza.

 

Il nuovo D.M. relativo alle Schede di Sicurezza

 

Oltre alle informazioni riportate obbligatoriamente sulle etichette ed alle Schede Tecniche fornite con la confezione, i produttori, ormai da 10 anni (D.M. 28/04/97 modificato dal D.M. 10/04/2000),, hanno l’obbligo di accompagnare ogni sostanza chimica pericolosa messa in commercio, con una Scheda di Sicurezza nella quale devono essere contenute ulteriori informazioni relative alla sostanza venduta.

Il DM 7 settembre 2002, riguardante le modalità della informazione su sostanze e preparati pericolosi immessi in commercio , ha ulteriormente specificato:

“ … Il responsabile dell'immissione sul mercato di una sostanza o di un preparato, sia esso il fabbricante, l'importatore o il distributore, deve fornire gratuitamente al destinatario, che è l'utilizzatore professionale della sostanza o del preparato, su supporto cartaceo o magnetico, una scheda informativa in materia di sicurezza in occasione o anteriormente alla prima fornitura. La scheda informativa deve essere aggiornata ogni qualvolta il fabbricante, l'importatore o il distributore sia venuto a conoscenza di nuove e rilevanti informazioni sulla sicurezza e la tutela della salute e dell'ambiente; esso è tenuto a trasmettere la scheda aggiornata al fornitore. La scheda deve essere redatta in lingua italiana e deve riportare la data di compilazione e dell'eventuale aggiornamento.”

Questo Decreto entra completamente in vigore per tutte le sostanze e preparati pericolosi a decorrere dal 30 luglio 2004.

 

In ogni Scuola comunque già oggi, devono essere obbligatoriamente

 presenti le Schede di Sicurezza di tutti i prodotti chimici in uso,

 specie quelle dei Laboratori.

 

I simboli di pericolo

Attualmente le norme, in vigore in tutta Europa, sulle sostanze chimiche pericolose, prevedono 10 simboli di pericolo di cui 9 per l’uomo ed 1 per l’ambiente.

Lo scopo della classificazione degli agenti chimici è quello di identificare quelle loro proprietà che possono essere fonte di rischio durante il loro impiego

 

Leggere le schede di sicurezza vuol dire prendersi cura

della propria salute e di quella dei bambini !!!

 

 

I farmaci non sono etichettati in questo modo in quanto non rientrano in questa normativa, MA E’ COMUNQUE IMPORTANTE TENERLI  IN APPOSITO ARMADIETTO LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI.

 


 

Ogni Scheda si sviluppa su 16 voci obbligatorie:

 

1.     Elementi identificativi della sostanza / preparato e del produttore

2.     Composizione / Informazione sugli ingredienti

3.    Identificazione dei pericoli

4.    Misure di primo soccorso

5.     Misure antincendio

6.     Misure in caso di fuoriuscita accidentale

7.     Manipolazione e stoccaggio

8.    Controllo dell’esposizione / protezione individuale

9.     Proprietà chimiche e fisiche

10.  Stabilità e reattività

11. Informazioni tossicologiche

12.  Informazioni ecologiche

13.  Considerazioni sullo smaltimento

14.  Informazioni sul trasporto

15.  Informazioni sulla regolamentazione

16.     Altre informazioni

 

Nelle Schede di Sicurezza leggete sempre le voci n. 3 - 4 - 8 ed 11 !!!

 

ATTENZIONE AI PRODOTTI ETICHETTATI R45, R49

perché identificano prodotti cancerogeni.

 

 

In caso di incidente di un bambino con una sostanza chimica (ingestione, spruzzo nell’occhio, contatto con la pelle) intervenire seguendo il punto 4 “Misure di Pronto Soccorso” della Scheda di sicurezza del prodotto.

 

Portare sempre la Scheda e l’etichetta del prodotto al Pronto Soccorso Ospedaliero !!

 

 

Etichettatura

Casella di testo: Scegliere sempre i prodotti meno pericolosi secondo un ordine crescente di pericolosità: nocivo, irritante, corrosivo, tossico, cancerogeno
In caso di possibile avvelenamento riferirsi sempre ad uno dei Centro Antiveleni
Il tipo di rischio chimico si può riconoscere dai simboli riportati sull’etichetta del prodotto e quindi prima del loro utilizzo bisogna che gli operatori leggano sempre attentamente l’etichetta e ne osservino le istruzioni.

Casella di testo:


IL SIGNIFICATO DEI SIMBOLI UTILIZZATI NELLE ETICHETTE

Tossico (T)

Molto tossico (T+)

 

 

Nocivo (Xn)

 

 

 

Facilmente ed estremamente infiammabile (F ed F+)

Comburente (O)

 

 

 

Corrosivo (C)

 

 

                       

Irritante (Xi)

 

 

 

Esplosivo (E)

 

 

 

Pericoloso per l’ambiente (<<N)

 

 

DESCRIZIONE DEI RISCHI

 

-      Sostanze e preparati tossici e nocivi che comportano un rischio per la salute.

 

-      Le frasi R accompagnate da un numero specificano il grado di tossicità.

 

-      Sono prodotti che penetrano nell’organismo per inalazione, ingestione o attraverso la pelle

 

 

-      (F) Sono prodotti che si incendiano in presenza di fiamma, di scintille o  superficie riscaldata.

 

-      (F+)  si incendiano anche a temperature inferiori a 0 gradi

 

 

Per la combustione è necessaria la presenza di sostanza combustibile, es. ossigeno e una fonte infiammabile;  combustione accelerata da una sostanza ricca di ossigeno (comburente).

 

 

Le sostanze corrosive danneggiano gravemente i tessuti viventi (ustioni). La reazione può verificarsi in presenza di acqua e umidità.

 

 

Il contatto ripetuto con prodotti irritanti provoca reazioni di infiammazione della pelle e/o delle mucose                         

 

L’esplosione è una combustione estremamente rapida dipendente dalle caratteristiche del prodotto, dalla fonte di calore, da urti, attriti o contatti con reagenti.

 

 

Sostanze tossiche o pericolose per organismi acquatici, fauna o per lo strato di ozono atmosferico.

 

ESEMPI DI PRODOTTI

 

Metanolo, alcool, smacchiatori, disinfettanti, vernici

 

 

Smacchianti, solventi, prodotti per trattamento del legno

 

 

Petrolio, benzina, alcool, metanolo,

trementina, solventi, acetone, antigelo per vetri, colle

 

 

Soda caustica, acido solforico, detersivi per forni,stoviglie, sostanze per pulire tubazioni

 

Varechina, trementina, ammoniaca , mastici

 

 

Antigelo, vernici, aerosol sopra i 50°

 

 

Pesticidi

Clorofluorocarburi

 

PRECAUZIONI DA OSSERVARE

 

·          Per evitare qualsiasi contatto con la pelle utilizzare i DPI quali guanti, schermi o tute.

 

·          Lavorare preferibilmente in esterni o in locali ben aerati.

 

·          Osservare le basilari norme igieniche: lavarsi le mani, non mangiare e fumare durante il lavoro.

 

·          Conservare i prodotti fuori dalla portata di minori

 

 

·          Conservare i prodotti in un locale ben ventilato.

 

·          Mai utilizzare vicino ad una fonte di calore o su una superficie calda, in prossimità di scintille o di una fiamma non protetta.

 

·          Vietato fumare.

 

·          Non indossare indumenti di nylon e sintetici

 

·          Conservare i prodotti infiammabili (F) lontano dai prodotti comburenti (O)

 

 

·          Conservare i prodotti nell’imballaggio originale e chiusi.

 

·          Non depositarli sui davanzali delle finestre  o su mensole poco stabili.

 

·          Proteggersi occhi e pelle con i DPI adatti

 

·          Osservare le basilari norme igieniche: lavarsi le mani ed il volto dopo l’uso.

 

·          Conservare i prodotti fuori dalla portata di minori

 

·          In caso di incidente lavarsi  per almeno 10 minuti con acqua

 

 

·          Evitare surriscalda mento, urti e proteggere dai raggi solari.

·          Non conservare mai vicino a fonti di calore, lampade o radiatori

·          Divieto assoluto di fumare

 

 

·  Eliminare il prodotto o i residui come rifiuto pericoloso.

·  Evitare contaminazioni ambientali sversando il prodotto in tombini o lavandini o sui terreni

 

 


Indichiamo di seguito, ai sensi del D.M. 28/04/97 modificato dal D.M. 10/04/2000, l‘elenco delle “Frasi di Rischio (R)” e l’elenco dei “Consigli di prudenza (S)” (in neretto sono stati evidenziati quelli più importanti da controllare a tutela della salute).

 

Leggete sempre le frasi R ed i Consigli S

 

Elenco delle frasi di Rischio ( “R” )

 

R1           Esplosivo allo stato secco.

R2           Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d’ignizione.

R3           Elevato  rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d'ignizione.

R4           Forma composti metallici esplosivi molto sensibili.

R5           Pericolo di esplosione per riscaldamento.

R6           Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria.

R7           Può provocare un incendio.

R8           Può provocare l'accensione di materie combustibili.

R9           Esplosivo in miscela con materie combustibili.

R10         Infiammabile.

R11         Facilmente infiammabile.

R12         Estremamente infiammabile.

R14         Reagisce violentemente con l'acqua.

R15         A contatto con l'acqua libera gas estremamente infiammabili.

R16         Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti.

R17         Spontaneamente infiammabile all'aria.

R18         Durante l'uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili.

R19         Può formare perossidi esplosivi.

R20         Nocivo per inalazione.

R21         Nocivo a contatto con la pelle.

R22         Nocivo per ingestione.

R23         Tossico per inalazione.

R24         Tossico a contatto con la pelle.

R25         Tossico per ingestione.

R26         Molto tossico per inalazione.

R27         Molto tossico a contatto con la pelle.

R28         Molto tossico per ingestione.

R29         A contatto con l'acqua libera gas tossici.

R30         Può divenire facilmente infiammabile durante l'uso.

R31         A contatto con acidi libera gas tossico.

R32         A contatto con acidi libera gas altamente tossico.

R33         Pericolo di effetti cumulativi.

R34         Provoca ustioni.

R35         Provoca gravi ustioni.

R36         Irritante per gli occhi.

R37         Irritante per le vie respiratorie.

R38         Irritante per la pelle.

R39         Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.

R40         Possibilità di effetti irreversibili.

R41         Rischio di gravi lesioni oculari.

R42         Può provocare sensibilizzazione per inalazione.

R43         Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle.

R44         Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.

R45         Può provocare il cancro.

R46         Può provocare alterazioni genetiche ereditarie.

R48         Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata.

R49         Può provocare il cancro per inalazione.

R50         Altamente tossico per gli organismi acquatici.

R51         Tossico per gli organismi acquatici.

R52         Nocivo per gli organismi acquatici.

R53         Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l'ambiente acquatico.

R54         Tossico per la flora.

R55         Tossico per la fauna.

R56         Tossico per gli organismi del terreno.

R57         Tossico per le api.

R58         Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente.

R59         Pericoloso per lo strato di ozono.

R60         Può ridurre la fertilità.

R61         Può danneggiare i bambini non ancora nati.

R62         Possibile rischio di ridotta fertilità.

R63         Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati.

R64         Possibile rischio per i bambini allattati al seno.

R65         Può causare danni polmonari se ingerito.

R66         L'esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle.

R67         L'inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini.

 

Elenco dei consigli di prudenza ( “S” )

 

S 1          Conservare sotto chiave.

S 2          Conservare fuori della portata dei bambini.

S 3          Conservare in luogo fresco.

S 4          Conservare lontano da locali di abitazione.

S 5          Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante).

S 6          Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante).

S 7          Conservare il recipiente ben chiuso.

S 8          Conservare al riparo dall'umidità.

S 9          Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.

S 12        Non chiudere ermeticamente il recipiente.

S 13        Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande.

S 14        Conservare lontano da  (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore).

S 15        Conservare lontano dal calore.

S 16        Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.

S 17        Tenere lontano da sostanze combustibili.

S 18        Manipolare ed aprire il recipiente con cautela.

S 20        Non mangiare né bere durante l'impiego.

S 21        Non fumare durante l'impiego.

S 22        Non respirare le polveri.

S 23        Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore].

S 24        Evitare il contatto con la pelle.

S 25        Evitare il contatto con gli occhi.

S 26        In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico.

S 27        Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati.

S 28        In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con (prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante).

S 29        Non gettare i residui nelle fognature.

S 30        Non versare acqua sul prodotto.

S 33        Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.

S 35        Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni.

S 36        Usare indumenti protettivi adatti.

S 37        Usare guanti adatti.

S 38        In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto.

S 39        Proteggersi gli occhi/la faccia.

S 40        Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore).

S 41        In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi.

S 42        Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore].

S 43        In caso di incendio usare ... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l'acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua").

S 44        In caso di malessere consultare il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta).

S 45        In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l'etichetta).

S 46        In caso d'ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.

S 47        Conservare a temperatura non superiore a ... °C (da precisare da parte del fabbricante).

S 48        Mantenere   umido   con ... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante).

S 49        Conservare soltanto nel recipiente originale.

S 50        Non mescolare con ... (da specificare da parte del fabbricante).

S 51        Usare soltanto in luogo ben ventilato.

S 52        Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati.

S 53        Evitare l'esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell'uso.

S 56        Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzato.

S 57        Usare contenitori adeguati per evitare l'inquinamento ambientale.

S 59        Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio.

S 60        Questo materiale e  il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi.

S 61        Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle  istruzioni  speciali schede informative in materia di sicurezza.

S 62        Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l'etichetta.

S 63        In caso di  inalazione, allontanare l’infortunato da zona contaminata e metterlo a riposo.

S 64        In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l'infortunato è cosciente).

 

Le norme di riferimento per questa serie di problemi sono:

-          D.Lgs. n. 52 del 3.02.97

-          D.Lgs. n. 285 del 16.07.98

-          D.M. 28/04/97 (obbligo Schede di Sicurezza)

-          D.Lgs. n. 66 del 25.02.00 (esposizione agenti cancerogeni)

-          D.M. del 10/04/2000 a modifica di quello del 28.04.97 (nuove Schede Sicurezza)

-          D.M. 7.09.02 adempimenti sulle Schede di Sicurezza

-          D.Lgs. n. 25 del 2.02.02 (esposizione ad agenti chimici ed obbligo di Valutazione del Rischio)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ESEMPI DI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI IN USO IN ALCUNE ATTIVITA’ SCOLASTICHE

 

 

LABORATORI DI CHIMICA BIOLOGIA E SCIENZE

-          Prodotti cancerogeni o sospetti canc.:  cromato di potassio (usato nelle reazioni di precipitazione), bicromato di potassio, indicatore orto-toluidina, Kit per analisi acque (nitrati) con metalli pesanti;

-          Prodotti corrosivi: acidi e basi (cloridrico, solforico, sodioidross.)

-          Prodotti tossici o nocivi: Sali d metalli pesanti (cobalto, piombo)

-          Prodotti infiammabili: etere di petrolio, alcool, sodio, potassio, bombole di propano e butano;

-          Prodotti esplosivi o comburenti: bombole di idrogeno, ossigeno

 

LABORATORI DI EDUCAZIONE ARTISTICA E TECNICA

Nelle attività manuali di tecnica e di artistica si usano spesso:

 solventi, diluenti, smalti, vernici, colori che possono essere

-          Prodotti irritanti o nocivi: acetone, vernici spray, acquaragia, trielina (R40) o vernici contenenti cromo e piombo (tossiche)

-          Prodotti infiammabili: acetone, vernici spray, acquaragia

-          In falegnameria: polveri di legni duri (cancerogeni)

LABORATORI DI FOTOGRAFIA

Molti prodotti per lo sviluppo fotografico sono irritanti, corrosivi o addirittura nocivi (frase R40)

 

ATTIVITA’ DI PULIZIA

Tra i prodotti per la pulizia ci sono sostanze etichettate come pericolose

-          Prodotti corrosivi: deceranti, detergenti per scarichi occlusi

-          Prodotti irritanti: ammoniaca e candeggina

-          Prodotti infiammabili: alcool;

AREE SEGRETERIA ED UFFICI

Polveri di toner nei cambi delle cartucce e nell’uso delle fotocopiatrici e stampanti laser : possibile produzione di ozono (irritante)


 

b.   Il rischio biologico - infettivo : profilassi e vaccinazioni

 

Strutture comunitarie come quelle scolastiche sono riconosciute come luoghi a rischio per la presenza di condizioni che potrebbero favorire lo sviluppo e la diffusione di microrganismi patogeni. Una accurata igiene degli ambienti, degli arredi e delle suppellettili contribuisce a diminuire o ad evitare la formazione e la propagazione di malattie infettive e diffusive.

 

Ma i rischi infettivi in un ambiente dove esistono molte condizioni che possono aumentarne la diffusione possono dipendere anche da:

·           una errata informazione

·           convincimenti e suggestioni che devono essere sfatati e corretti

·           assenza di procedure e norme di comportamento specifiche.

 
 

 

 

 

 

 

 

 


Questo è il nuovo simbolo da usare per segnalare un’area a rischio biologico (ad es. nei Laboratori di Scienze (microbiologia e biologia) delle Scuole)

 

La diffusione di agenti infettanti come il virus dell'epatite B, il virus dell'epatite C e quello dell'AIDS, possono spaventare rispetto al rischio infettivo-biologico, ma la possibilità di infettarsi e poi di ammalarsi (infezione e malattia non sono sinonimi) dipende comunque da diversi fattori e soprattutto dalla presenza di ferite aperte e sanguinanti in contatto tra due persone, oltre che dalla carica microbica e dalle difese immunitarie dell'organismo.

L’infezione avviene quando i microrganismi viventi (virus, batteri, funghi o parassiti) stabiliscono una presenza attiva, tendendo a moltiplicarsi all’interno dell’ospite umano. Questa situazione crea quadri caratteristici di malattia.

 

Vie di trasmissione

I microrganismi per infettare e dare malattia devono trovare una via di accesso. Si considerano le seguenti:

·         aerea: cavità nasali, laringe, trachea, bronchi, alveoli polmonari è es. virus influenza

·         oro-fecale: bocca, esofago, stomaco, intestino tenue/crasso è es. salmonella, epatite A

·         da contatto: infezioni cutanee                                            è es.scabbia, pediculosi

·         parenterale e sessuale: sangue-sangue; liq.bio-sangue  è es. virus epatite B,C HIV

 

La trasmissione può essere diretta da uomo a uomo, oppure indiretta attraverso la mediazione di un vettore.

Malattie a trasmissione diretta sono Influenza, Varicella, Meningite e Morbillo.

Malattie a trasmissione indiretta sono Peste, Tetano, Malaria.

E’ importante che gli operatori della scuola conoscano il livello di protezione che oggi hanno i bambini che frequentano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le vaccinazioni per i bambini

Rispetto alle generazioni precedenti oggi i bambini sono sottoposti ad una serie di vaccinazioni obbligatorie secondo il calendario:

 

 

1. Antipolio Sabin         4 richiami nei primi due anni di vita del bambino

2. Antidifterica             3 richiami nei primi due anni di vita del bambino

                          2 richiami ogni 5 anni

3. Antitetanica              3 richiami nei primi due anni di vita del bambino

                                      2 richiami ogni 5 anni

                                      poi richiami ogni 5-10 anni

4. AntiEpatite B                       3 dosi nei primi due anni di vita del bambino

 

ALTRE VACCINAZIONI CONSIGLIATE

1. Anti-Rosolia             1 dose nei primi due anni di vita del bambino

 

ALTRE VACCINAZIONI EVENTUALI

1. Antimorbillo             1 dose nei primi due anni di vita del bambino

2. Antiparotite              1 dose nei primi due anni di vita del bambino

3. Antipertosse             1 dose nei primi due anni di vita del bambino

 

Le vaccinazioni per gli adulti

Prendendo in considerazione la popolazione adulta che opera nella scuola non ci sono vaccinazioni obbligatorie, ma vaccinazioni raccomandate

La vaccinazione contro l'influenza è raccomandata a chi opera in situazioni comunitarie come scuole ed ospedali.

La vaccinazione antirosolia è raccomandata per tutte le donne in età fertile che operano in situazioni comunitarie (insegnanti, infermiere, ausiliarie). Nei tre mesi successivi all’inoculazione deve essere però assolutamente evitata la gravidanza.

La vaccinazione trivalente (morbillo-parotite e pertosse) viene oggi più considerata perchè non si sottovaluta l’immunità al Morbillo che può dare serie conseguenze se contratto in età adulta (negli ultimi anni infatti si sono verificati alcuni casi di enecefalite post morbillo). Per questo si consiglia il controllo del proprio stato immunitario (specie per operatori di Nidi e Scuole materne) rispetto al Morbillo per verificare se non sia necessaria una copertura vaccinale specifica (trivalente). Nei tre mesi successivi all’inoculazione deve essere però evitata la gravidanza.

 

Solo lo stato immunitario individuale alla Rosolia può venir richiesto da parte della Scuola ad una dipendente in età fertile perché serve per la Valutazione dei Rischi in caso di gravidanza (ex Dlgs.151/2001.

 

La pediculosi: un problema che spesso colpisce la comunità scolastica

 

Le infestazioni da pidocchio del capo si ripresentano ogni anno alla riapertura delle scuole. Si tratta di una malattia non grave né pericolosa, ma che si trasmette con molta facilità e crea spesso disagio e preoccupazione.

La pediculosi non viene trasmessa dagli animali domestici, non è sempre riconducibile a scarsa igiene personale e la disinfestazione dell’ambiente non è utile per prevenire il contagio della comunità scolastica. I pidocchi non causano infezioni e non trasmettono né virus né batteri, sono piuttosto le escoriazioni dovute al continuo grattarsi (specie se le unghie sono sporche) a provocare le infezioni. E’ importante invece:

-          ispezionare con regolarità il capo di bambini

-          educare i bambini a non scambiarsi oggetti personali come pettini, nastri, fermacapelli, cuffie,sciarpe o cappelli ed altri effetti personali

-          non lasciare ammucchiare i capi di abbigliamento sugli attaccapanni o sulle panche, anche negli spogliatoi delle palestre

-          passare con aspirapolvere eventuali cuscini, divani e tappeti.

 

 

 

 

 

 

 

Regole di prevenzione generale dal rischio di contaminazione/infezione

 

1.  Il sangue di tutti i bambini e degli altri adulti presenti a scuola va sempre considerato potenzialmente infetto.

2.  Indossare sempre i guanti quando ci si appresta a svolgere interventi dove è possibile il  contatto con sangue o altri liquidi biologici o materiale organico.

3.  Lavare sempre con acqua e sapone e con cura le mani dopo l’esecuzione di tali manovre, anche se svolte con i guanti.

4.  Non uscire con i guanti usati come protezione dall’area di lavoro (infermeria, laboratorio, aula, palestra etc.)

5.  Porre particolare attenzione nel riordino del materiale usato durante la medicazione per evitare punture o tagli accidentali.

6.  Eliminare subito con ipoclorito di sodio eventuali macchie di sangue su superfici ed oggetti.

 

IN CASO DI ESPOSIZIONE ACCIDENTALE  a materiale potenzialmente infetto in seguito a punture, tagli, contatto mucoso (ad es. sangue negli occhi), lesioni profonde della cute:

 

1.         Aumentare il sanguinamento e detergere abbondantemente con acqua e sapone.

2.         Se non sono state colpite mucose disinfettare con amuchina al 10%.

2a. In caso di contatto con il cavo orale risciacquare con amuchina al 5%.

2b. In caso di contatto con le congiuntive (OCCHI) risciacquare solo con acqua.

3.         Recarsi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino dove verrà attivata la procedura per la denuncia di infortunio e l’invio al Servizio di Igiene Pubblica.

4.         Presso il Servizio dell’ASL verranno effettuati accertamenti sanitari su infortunato e fonte.

5.         Il Servizio di Igiene, previo consenso dell’infortunato, provvederà ad un prelievo per l’accertamento dello stato immunologico, eventuale terapia preventiva e/o avvio del follow-up (controllo per epatite C ed Hiv).

 

 

c.   I  dispositivi di protezione individuale

 

Nella Scuola i mezzi protettivi più utilizzati sono i GUANTI.  Essi vanno certamente previsti, acquistati in modo mirato rispetto alla mansione in cui si devono usare e consegnati al personale con le indicazioni di merito (vedi facsimile DPI sul C.D.).

 

Prevenzione ed uso dei guanti

 

Lo scopo principale dell’utilizzo dei guanti è quello di costituire una barriera fisica tra la cute delle mani e l’ambiente esterno.

Casella di testo:

 
I guanti devono essere considerati un mezzo di protezione indispensabile per prevenire rischi sul lavoro per contatto con sostanze chimiche o liquidi biologici.

 

I GUANTI, insieme al lavaggio delle mani, rivestono un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni. Il lavaggio delle mani diminuisce la carica microbica normalmente presente sulle mani.

 

I guanti vanno sempre usati quando:

 

1.       Si eseguono medicazioni o interventi di primo soccorso

2.       Esiste il rischio di contatto con materiali biologici (sangue, urine, secreti)

3.       Esiste il rischio di contatto con cute e mucose con evidenti lesioni o ferite

4.       La cute delle mani dell’operatore presenta lesioni, ferite, escoriazioni

5.       Si manipolano rifiuti o recipienti con materiali quali pannolini, garze, medicamenti.

6.       Si lavano materiali o strumenti sanitari usati per la medicazione

7.       Si manipolano prodotti chimici come solventi, acidi, disinfettanti, detergenti, vernici, toner e altri prodotti la cui Scheda di Sicurezza indichi l’uso di DPI adatti.

 

Regole importanti sui guanti

1.       Sostituire i guanti se si interviene su bambini diversi

2.       I guanti monouso vanno cambiati dopo ogni uso e non riutilizzati

3.       Utilizzare guanti della misura giusta e sostituirli se lesionati

4.       Usare guanti adatti per ogni intervento (es. il guanto usato per pulire i servizi igienici NON può essere lo stesso utilizzato per pulire le cucine o le aule).

 

Dispositivi di protezione per il PERSONALE Ausiliario e di  Cucina

 

In cucina dove non può arrivare la tecnologia interviene l’uomo ed in questo caso l’uso dei  sistemi di lavoro e dei mezzi di protezione individuale diventa preminente.

 

Scarpe di sicurezza:

Nelle lavorazioni in cui i pavimenti risultano frequentemente unti o bagnati per lo spargimento inevitabile di sostanze e quindi si presentano pericoli di scivolamento, l’uso delle scarpe di sicurezza con suola antiscivolo specifica diventa obbligatorio.

Le scarpe di sicurezza devono essere scelte in base all’effettivo rischio cui il personale è soggetto.

In linea di massima sia per il personale addetto alle pulizie che per quello di cucina le scarpe devono avere le seguenti caratteristiche:

- suola antiscivolo

- protezione al tallone con chiusura al collo del piede per evitare che il piede esca dalla scarpa durante eventuali spostamenti su pavimenti bagnati o sulle scale.

 

Guanti e pettorine in acciaio inox:

Per operazioni eseguite con la coltelleria o con la sega tagliaossi è necessario l’uso di adeguati guanti ed eventualmente di pettorine in acciaio inox

 

Guanti anticaldo:

Anche nella manipolazione di elementi caldi, quali pentole e simili, l’uso dei dispositivi di protezione individuali delle mani assume un ruolo importante.

 

 

Nell’acquisto dei DPI è necessario controllare che siano forniti di marcatura CE di numero di riconoscimento dell’organismo notificato e della nota informativa del fabbricante sull’uso, sull’igiene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schema per la scelta dei guanti a seconda della mansione o attività

 

TIPO DI GUANTO

 

Mansione - operazione

 

Guanti alternativi

 

Guanti sterili

in vinile o lattice

 

Medicazioni ed interventi su ferite aperte e sanguinanti

 

Guanti sterili in durapirene

 

Guanti NON sterili

 

Prima medicazione “sporca”

 Contatto con materiale organico

Interventi di igiene

Manipolazione rifiuti sanitari

 

Preferire quelli in vinile a quelli in lattice

 

 

Guanti in polietilene

 

Attività di tipo domestico

Banali cure igieniche

 

 

Guanti da cucina in gomma, lattice, vinile o neoprene

 (un paio di guanti per ogni attività specifica)

 

Lavaggio stoviglie

Pulizia ambienti

Pulizia servizi igienici

 

Preferire quelli in vinile a quelli in lattice e meglio se hanno rivestimento interno in cotone

 

 

Guanti in crosta ,meglio se impermeabili

 

Manipolazione rifiuti

 

Guanti in tela puntinati in PVC

 

 

 

d.   Il rischio elettrico e l’uso delle apparecchiature elettriche a scuola

 

Gli infortuni dovuti a cause elettriche negli ambienti di vita e di lavoro costituiscono ancora oggi un fenomeno piuttosto rilevante.

L’entità del danno generato da una scarica elettrica accidentale dipende dalla durata di contatto. Il contatto accidentale può essere diretto (es. con un cavo elettrico scoperto) o indiretto ( es. con una parte metallica che si trova sotto tensione per un guasto).

Un impianto elettrico a norma, una messa a terra regolarmente verificata in termini di dispersione, la verifica periodica dello sgancio degli interruttori differenziali sono certamente gli interventi che ogni Scuola deve mettere in atto.

 

Come materiale documentale ogni Scuola deve comunque certificare la qualità del proprio impianto con:

a.       Dichiarazione di conformità degli impianti elettrici da parte di un professionista in base a Legge 46/90 (per impianti fatti prima del 1990).

b.       Denuncia (con apposito Modello B) dell’impianto di messa a terra (verifica ogni due anni e dal 2002 ogni 5, da parte di elettricista abilitato).

 

Norme di comportamento corretto nell’uso di apparecchi elettrici

Abbiamo raccolto una serie di comportamenti che vanno messi in pratica al fine di limitare al massimo il rischio elettrico (Questi possono diventare procedure formalizzate dalla Scuola).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


Ø       

 
NON coprire i quadri elettrici con quadretti, poster o altro ed attivare immediatamente gli elettricisti in caso di cavi, prese, spine deteriorate.

 

Ø      NON toccare impianti o apparecchi elettrici se si hanno le mani o le scarpe bagnate.

 

Ø      Non rimuovere mai le canaline di protezione dei cavi elettrici e NON tirare il cavo di alimentazione per scollegare dalla presa la spina.

 

Ø        Conoscere l’ubicazione del quadro elettrico centrale e di quelli di piano per intervenire tempestivamente per togliere tensione in caso di necessità.

 

La targhetta di identificazione delle apparecchiature elettriche

 

Le attività didattiche nella Scuola ormai da diversi anni utilizzano apparecchiature elettriche di supporto quali registratori, proiettori diapo, televisori, videoregistratori, computer etc.

Per ognuna di queste attrezzature è importante verificare la presenza di una targhetta specifica che deve riportare:

-          Nome del produttore

-          Marcatura CE (che indica solo la possibilità di commercio in Europa e non sicurezza)

-          Uno dei Marchi Europei di sicurezza (solo questi indicano accertamenti specifici)

-          tensione di alimentazione (voltaggio ad es. 220 V)

-          potenza elettrica assorbita (es. 1500 W)

-          frequenza della tensione (es. 50 Hz)

-          simbolo di doppio isolamento (questo indica che tale apparecchio può, anzi deve funzionare, senza collegamento a terra).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Simbolo di doppio isolamento.

 In apparecchi con questo simbolo la spina di alimentazione

ha solo 2 spinotti

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Allestimenti ed addobbi per le Feste

 

La Scuola in alcuni periodi, specie quello natalizio, a differenza di altre situazioni in cui ci si limita ad esporre i lavori degli alunni come oggettistica o cartelloni, viene addobbata facendo uso spesso di piccole istallazioni elettriche (luminarie, alberi di Natale, Presepi con illuminazione etc.).

 

In queste situazioni in genere NON si usa personale qualificato per l’istallazione ed è necessario perciò porre attenzione ad alcuni interventi:

 

-          tutte le catene luminose e luminarie in genere vanno acquistate in negozi specializzati

-          le luminarie elettriche devono essere in confezioni chiuse e riportare la marcatura CE ed uno dei marchi di qualità (vedi tabelle qui sotto)

-          l’uso di prolunghe, triple e ciabatte in genere va ridotto al minimo indispensabile

-          i cavi ed i fili elettrici vanno ben controllati a vista prima della loro istallazione

-          tutte le parti elettriche vanno staccate durante la notte e non posizionate vicino a materiali combustibili come carta e legno se non adeguatamente isolati da essi.

 

Casella di testo: Esempi di alcuni marchi europei
 che garantiscono collaudi sulla sicurezza dell’apparecchio marchiato
 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

e.   La sicurezza nelle uso delle  scale

 

Prima dell’acquisto di una scala ad uso del personale della scuola è opportuno verificare per quali utilizzi serve questa attrezzatura e scegliere quella più adatta.

Sono in genere tre le tipologie di scale in commercio, tutte devono essere costruite in conformità al DPR 547/55.

1.       Scale a cavalletto a doppia salita: devono essere realizzate con altezze da 2,00 a 4,00 m, con montanti e gradini e pioli.

1.       Scale semplici di diverse altezze: (conformità data dal DPR 547/55). Importanti sono i piedini alla base dei montanti che devono essere antiscivolamento

2.       Scale a libro con o senza ripiano: devono essere realizzate con gradini piani antiscivolo, altezza al piano di lavoro da 1,20 a 3,75 m, eventuale vaschetta portaoggetti alla sommità.

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ assolutamente da VIETARE l’uso di sedie  appoggiate sui banchi per raggiungere posti in quota. Quando un operatore della scuola lavora su una scala con alla base gli alunni non deve avere con sé oggetti pericolosi che possano cadere, ma deve usare una borsa portaoggetti.

 
 

 

 

 

 

 

 


In molte attività della scuola spesso serve una scala più piccola e maneggevole. In commercio esistono “sgabelli” omologati fino a 4 gradini che DEVONO sostituire quelle situazioni pericolose fatte spesso con le sedie.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


f.    Posture e movimentazione

 

Casella di testo:  
epicondiliti
Casella di testo:  
tunnel carpale

Sono tante le persone che soffrono di mal di schiena, dolori al collo, dolori alle braccia, tendiniti etc.; molti di questi disturbi, chiamati disturbi muscolo-scheletrici (d.m.s.), spesso sono causati da posizioni di lavoro scomode e/o ripetitive (posture scorrette), da cattive abitudini e portano alla degenerazione dei dischi della colonna vertebrale, ad affaticamento muscolare o ad infiammazioni tendinee.

 

I disturbi muscolari compaiono soprattutto perché nelle contrazioni muscolari statiche (es. lavori a braccia sollevate a lungo) arriva ai muscoli interessati meno sangue del necessario affaticandoli e rendendoli dolenti.

 

I disturbi articolari (alla mano, al polso, al gomito, alla spalla) che possono anche interessare nervi e tendini sovraccaricati e/o infiammati, ad esempio nei movimenti ripetitivi e rapidi, effettuati per molte ore sul lavoro, possono portare anche possibili dolori alle articolazioni interessate (es. sindrome tunnel carpale, epicondiliti, periartriti).

Le patologie ed i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico si sviluppano gradualmente nel tempo come prodotto di sollecitazioni meccaniche ripetute.

 

Norme di comportamento generali sulle posture

 

?  Se il lavoro  costringe a stare in piedi per molte ore  utilizzare un piccolo sgabello sul quale appoggiare, alternando i piedi.

 

?  Se si è costretti ad arredi a misura di bambino, procurarsi una sedia da adulto ed alternare la postura sulla sedia dei piccoli con quella sulla sedia da adulto.

 

?  Verificare che il proprio piano di lavoro sia all’altezza giusta in modo che le spalle e le ginocchia possano rimanere rilassate e quando si lavora a schiena flessa verso i bambini piegare il più possibile le gambe o sedersi al loro fianco.

 

?  In posizione seduta i piedi devono essere appoggiati a terra e la schiena appoggiata al supporto lombare della sedia. Evitare sempre la torsione del tronco con pesi.

 

?  Alternare, appena possibile, la posizione seduta con quella in piedi, almeno ogni ora.

 

?  Evitare l’uso di sedili senza schienale, NON stare seduti con schiena piegata/ingobbita.


Norme di comportamento generali sulla movimentazione di bambini

 

Sollevare pesi, assumere e mantenere posture scomode sono due tra i problemi che più colpiscono gli operatori di alcuni settori della scuola. A questo si collega la comparsa di episodi dolorosi di varia intensità, spesso localizzati al tratto dorso-lombare della colonna.

 

Il rispetto delle corrette tecniche di sollevamento è un punto fondamentale per ridurre il carico della colonna e quindi il rischio di disturbi e patologie dorso-lombari.

Le tecniche di sollevamento variano in relazione alla tipologia ed entità del peso da sollevare (es. secchio con acqua, scatolone, bambino etc.), ma anche, per le insegnanti al grado di collaborazione che il bambino, in base all’età o ad un eventuale handicap, è capace di offrire.

 

Casella di testo: •	evitare la flessione della schiena;
•	sfruttare la muscolatura delle gambe;
•	avere una buona presa del bambino o oggetto da muovere e tenerlo ben vicino al proprio corpo, senza torsione del tronco;
•	eseguire la movimentazione dopo aver bene stabilizzato il proprio corpo con una buona base di appoggio;
•	suddividere la movimentazione in più fasi, tra loro ben coordinate.
Casella di testo:

Le corrette tecniche di movimentazione  fanno riferimento a questi principi :

 

La Tabella per verificare il livello di frequenza di sollevamento in rapporto al peso sollevato, che va utilizzata nella valutazione del rischio movimentazione nella Scuola, è la seguente:

 

 

Tabella sui livelli di frequenza

 

Tabella sui pesi massimi consentiti

Peso massimo sollevabile

Frequenza di sollevamento

 

Livello di attenzione

Età e sesso

Maschi          Femmine

Tutta la giornata

 

 

 

18 Kg                12 Kg

1 volta ogni 5 minuti

 

Kg 30

Maschi adulti

15 Kg                10 Kg

1 volta ogni minuto

 

Kg 20

Femmine adulte

12 Kg                 8 Kg

2 volte al minuto

 

Kg 20

Maschi adolescenti

6 Kg                  4 Kg

5 volte al minuto

 

Kg 15

Femmine adolescenti

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


g.   Il lavoro di segreteria e d’ufficio ed uso di videoterminali

 

Generalmente l’ufficio è considerato un ambiente sicuro perché, a prima vista, non presenta pericoli incombenti. Ma anche in questa attività specialmente se necessita di una posizione fissa, in particolare quella seduta al videoterminale, si possono riscontrare danni alla salute soprattutto a carico della colonna vertebrale, della muscolatura del dorso e del sistema venoso degli arti inferiori.

 

Questi danni derivano principalmente da posizioni (posture) scorrette e per questo anche l’organizzazione del lavoro degli uffici deve essere impostata tenendo conto dell’inserimento di pause in cui svolgere attività in posizioni diverse, in piedi, camminando, spostandosi più volte etc, così da mantenere attiva la muscolatura del dorso e delle gambe e facilitare la circolazione venosa degli arti inferiori.

 

E’ importante quindi osservare queste 10 regole:

 

1.        Non mantenere una posizione fissa per più di 45 minuti

2.        Alternare le diverse attività del lavoro d’ufficio

3.        Stare seduti con la schiena ben appoggiata allo schienale

4.        Tenere i piedi appoggiati a terra e non sulle razze della sedia

5.        Non stare “ingobbiti in avanti, ma tenere il busto eretto

6.        Mantenere sempre gli occhi tra 50 e 70 cm dal monitor

7.        Dotare le finestre alle spalle o di fronte al monitor di veneziane

8.        Posizionare lo schermo ad un angolo di 20° rispetto agli occhi

9.        Volgere periodicamente lo sguardo oltre i 6 mt  per riposare gli occhi

10.    Mantenere pulita la propria postazione di lavoro.

 

L’ergonomia nel lavoro d’ufficio

 

La scienza che studia il rapporto ottimale tra l’uomo e gli oggetti che usa nel suo ambiente di lavoro si chiama ergonomia ed i principi ergonomici servono ad evitare posizioni scomode, scorrette e poco sicure e quindi prevenire i possibili danni alla salute che queste provocano.

Questo significa che tavoli, sedili, tastiere, videoterminali devono essere regolabili a seconda della statura e della corporatura di chi li usa. Ai videoterminalisti si consiglia spesso anche l’uso del poggiapiedi, delle sedie con rotelle a 5 razze e la possibilità di regolare le distanze tra l’operatore ed il videoterminale in quanto non solo il corpo è interessato alle misure di sicurezza, ma anche gli occhi devono essere salvaguardati nelle attività di ufficio.

In ufficio sono importanti anche le condizioni microclimatiche, cioè umidità e temperatura devono essere adeguate e regolabili, ma anche l’illuminazione deve evitare riflessi fastidiosi o forti differenze e contrasti che affaticano la vista degli operatori.

Lo schermo del VDT deve essere posto ad una distanza tra 50 e 70 cm dagli occhi (per un 15/17 pollici) ad un angolo di 20° rispetto agli occhi ed orientato a 90° rispetto alla luce delle finestre.


 

L’ufficio deve avere una dimensione tale da permettere di poter volgere lo sguardo oltre i 6 mt (sguardo all’infinito) ossia poter vedere fuori dalla finestre o verso una distanza oltre i 6 metri. Questo esercizio di distogliere gli occhi dallo schermo e guardare periodicamente all’infinito serve a riposare la vista.


 

Esempi di posizioni ed arredi conformi per una postazione al VDT

 

 

La Legge 29.12.00 ha individuato come lavoratore videoterminalista colui che deve svolgere almeno 20 ore medie settimanali al Vdt.

La stessa norma ha inoltre prescritto che tutte le postazioni ai Vdt devono essere conformi all’Allegato VII del D.Lgs. 626/94.

 
 


 


Novità per i videoterminalisti dal 2003

 

La Legge Comunitaria 2002 approvata con la Legge n. 14 del 3 febbraio 2003 all’art 7. ha introdotto una modifica all'articolo 55 del D.Lgs.626, che porta una novità importante a carico dei Dirigenti scolastici, infatti si dice:

 

"… Il datore di lavoro fornisce, a sue spese, ai lavoratori addetti ai Vdt, i dispositivi speciali di correzione (occhiali), in funzione dell'attività svolta, qualora i risultati degli esami di cui ai commi 1, 3-ter e 4,  ne evidenzino la necessità e non sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione (occhiali)".

 

 

 

 


 

 LA GESTIONE DELLE EMERGENZE  NELLA SCUOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“…Un vero grande uomo non rallenta nel perseguire fino alla riuscita ciò che ha cominciato, sebbene incombano migliaia di ostacoli…”

 

Saggezza indiana

 

 

 

 

 


 

a.   Le emergenze nella scuola

 

I casi di emergenza hanno luogo quando si verifica all'interno della Struttura scolastica qualsiasi fatto anormale che possa costituire fonte di pericolo per il personale, gli allievi o il pubblico in genere, per gli impianti o attrezzature,  per l'ambiente interno od esterno.

Ogni Scuola deve quindi dotarsi di un PIANO DI EMERGENZA ed EVACUAZIONE in grado di permettere una corretta gestione degli eventi di pericolo che possano concretizzarsi durante le attività scolastiche.

I vari casi di emergenza, a seconda della natura ed entità presunte del pericolo, si possono ricondurre in generale a due Livelli con due diversi tipi di interventi:

 

1° LIVELLO Emergenza gestibile e risolvibile dagli addetti antincendio della scuola.

Emergenza le cui conseguenze si prevedono limitate ad una zona ristretta e circoscritta di un’area che non coinvolge l'intera Struttura. Può essere risolta dal solo personale presente al momento dell’evento e/o con l’aiuto degli addetti delle squadre antincendio.

Prevede una evacuazione parziale, cioè limitata all’area o piano della Struttura  coinvolto.

 

2° LIVELLO Emergenza gestibile e risolvibile solo da Enti Esterni

Emergenza le cui conseguenze possono interessare l'intero Edificio, oppure quando un'emergenza, inizialmente a carattere locale, tende successivamente ad estendersi a tutta la Struttura . E’ inizialmente affrontata dalla Squadra Antincendio della Scuola, ma necessita dell’intervento di Enti esterni (Vigili del Fuoco, ambulanze, ecc.).

Prevede una evacuazione parziale o totale a seconda della gravità.

 

 

                                  

      Allarme                                   Estintore                                         Idrante

       Antincendio

 

                            

    Indicazione                          Indicazione                                         Punto di

    direzione uscita                                    direzione uscita di                              raccolta

    di emergenza                        emergenza disabili

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: I segnali che vanno utilizzati in ogni scuola

 

 


 


Comportamenti durante le Emergenze

 

L’incendio costituisce il caso di emergenza più significativo in termini sia di entità dei danni alle persone e alle cose, sia di probabilità di insorgenza, che di eventualità di EVACUAZIONE.

Un incendio può interessare l’edificio scolastico sia dall’interno che per una emergenza proveniente dall’esterno della Scuola.

 

Comportamenti da tenere in generale

 

·       Valutare la situazione determinando se esiste la possibilità di estinguere immediatamente l'incendio con i mezzi a portata di mano.

 

·       Non tentare di iniziare lo spegnimento con i mezzi portatili se non si è in grado o sicuri di riuscirvi.

 

·       Allertare uno degli addetti della Squadra Antincendio.

 

·       Eseguire ogni operazione con celerità e ordine, senza intralci, in modo da evitare perdite di tempo, tenendo presente che più tempo passa più diventa difficoltosa l’operazione di estinzione.

 

 

 

Comportamenti da tenere nell’area interessata dall’incendio

 

·       Fornire ai responsabili tutte le informazioni disponibili sulla localizzazione e gravità del focolaio.

 

·       Interrompere immediatamente ogni operazione che potrebbe alimentare l’incendio, quali movimentazione o uso di sostanze infiammabili.

 

·       Intercettare (chiudere) le alimentazioni di gas, energia elettrica, fluidi combustibili, gas tecnici o ad uso sanitario.

 

·       Limitare la propagazione del fumo e dell'incendio chiudendo le porte di accesso ai locali.

 

·       Avvertire immediatamente gli addetti all’emergenza se vi sono persone intossicate o ustionate.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comportamenti da tenere in caso di evacuazione

 

·       Allontanarsi dall’area dell’emergenza usando unicamente le vie di fuga prestabilite.

·       Se si trova fumo lungo il percorso di fuga camminare chinati e respirare tramite un fazzoletto, preferibilmente bagnato.

·       Non cercare di portare con sé oggetti pesanti o voluminosi che rallenterebbero l’esodo.

·       Se le strutture sono state attaccate dal fuoco, spostarsi con grande prudenza, saggiando la resistenza del pavimento, di gradini e pianerottoli prima di caricare tutto il peso del corpo.

·       Tenersi rasente ai muri, dove la resistenza del pavimento è maggiore.

·       Tenersi lontano dai muri con presenza di crepe, specialmente quelle orizzontali che indicano una maggior tendenza al crollo.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Addetti all’antincendio

 
Sono quegli operatori della scuola, specificatamente designati, che hanno partecipato ad un Corso di formazione specifico, che, in caso di focolaio di incendio, sono abilitati per l’intervento.

Solo questi hanno il compito di utilizzare i mezzi mobili di estinzione (estintori, manichette, ecc.) e di intervenire sui piccoli focolai.

 

 

In caso di incendio i loro compiti  sono così riassumibili:

·       Impedire l’accesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza.

·       Iniziare l'opera di estinzione solo con garanzia di una via di fuga sicura alle spalle.

·       Allontanare gli automezzi che possono intralciare l’opera di contenimento dell’emergenza.

·       Porre attenzione, nello svolgere l’operazione, a non ostacolare l'arrivo di eventuali mezzi di soccorso esterni.

·       Fornire ai VVF tutte le informazioni utili per una rapida risoluzione dello stato di emergenza, quali: il luogo ed il tipo di incendio, i materiali infiammabili interessati, gli impianti coinvolti, i mezzi e le attrezzature antincendio e di emergenza disponibili (motopompe, idranti, estintori, mezzi protettivi, ecc.) e la loro ubicazione.

 

Addetti al pronto soccorso

 
Gli addetti al primo soccorso sono coloro che intervengono in caso di lesioni, malori o danni in genere al personale della Scuola.

Sono quegli operatori, specificatamente designati, che hanno partecipato ad un Corso di formazione specifico e sono quindi abilitati per l’intervento.

Hanno il compito di utilizzare i pacchetti di medicazione e di attivare e/o fare intervenire eventuali soccorritori esterni (es. 118).

 

 

Durante l’anno devono preoccuparsi di controllare il contenuto dei pacchetti di medicazione, sostituire l’eventuale materiale scaduto, controllare che i medicinali non siano accessibili ai bambini e contenuti in una armadietto chiuso, mantenere un buon livello di pulizia ed igiene nell’eventuale camera di medicazione.

 

Addetti all’evacuazione

 
Sono considerati addetti all’Evacuazione tutti i dipendenti della Scuola presenti in quel momento in servizio.

Essi hanno l’incarico di collaborare allo sfollamento ordinato dell’area interessata dall’emergenza qualora fosse necessario sfollare parzialmente o totalmente la struttura della Scuola.

 

 

 

Tutti i docenti hanno la precisa responsabilità, durante l’evacuazione dell’edificio, di tutti gli alunni a loro affidati.

 


 

 

b.   Esercitazioni e simulazioni :strumenti operativi di prevenzione

 

La gestione delle emergenze nella scuola consiste essenzialmente nello studio di tutte le situazioni di pericolo  e nella organizzazione per fronteggiare l’emergenza stessa.

Lo strumento operativo che il 626 prevede è costituito dal PIANO di EMERGENZA e dalle esercitazioni per mettere in atto quanto descritto in termini operativi dal Piano.

 

E’ obbligo effettuare una Esercitazione o Simulazione di una emergenza con evacuazione dell’edificio ALMENO 1 volta nell’anno scolastico

 e di tenere un Verbale della prova effettuata

 

Nelle Scuole tale esercitazione deve semplicemente coinvolgere  personale ed alunni per verificare la conoscenza delle vie di esodo, del sistema di allarme e dei punti di raccolta, nonché i compiti del personale adulto.

 

 

Le simulazioni vanno ripetute ogni anno sperimentando diverse possibilità di pericolo:

a.       incendio in cucina o alla centrale termica

b.      incendio esterno alla scuola

c.       incendio mentre tutti sono in mensa

d.      incendio durante l’intervallo

e.      evacuazione per segnalazione di un ordigno a scuola

f.        incidente industriale esterno alla scuola etc.

 

 

 
La simulazione va preparata anche con gli alunni tenendo però presente che nell’età da i 2/3 ai 6/7 anni i piccoli fanno fatica a comprendere una simulazione della realtà e quindi potrebbero anche spaventarsi se gli insegnanti cominciassero a dire che c’è un incendio e che bisogna uscire dalla scuola.

 

Per i bambini della Materna si consiglia di inventare un gioco (il gioco del bruco ad esempio) che verrà ripetuto più volte durante l’anno per poter mantenere i bambini in fila, sotto controllo ed addestrati a seguire un percorso (es. delle impronte colorate che portano in un luogo sicuro all’esterno).

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i bambini dai 7 ai 10 anni e per i ragazzi delle medie è invece fondamentale che ogni gruppo-classe segua questo livello di organizzazione:

-          2 alunni aprifila , 2 chiudifila e 2 addetti all’aiuto di eventuali disabili

-          esercitarsi a riconoscere il sistema di allarme della scuola,

-          esercitarsi ad uscire dalla scuola senza correre seguendo le vie di esodo prestabilite e verificate con gli insegnanti,

-          esercitarsi a mantenere il silenzio ed a non raccogliere il proprio materiale.

 

Dopo ogni Esercitazione redigere un Verbale con:

1.    il numero di persone adulte e bambini/ragazzi coinvolti

2.    il tempo impiegato ad evacuare l’intero edificio

3.    il rispetto dei compiti da parte degli adulti (chi ha sganciato l’impianto elettrico, chi ha dato l’allarme, chi ha controllato tutti i locali etc.)

4.    come si è sentito il segnale di allarme e  percorse le vie di esodo

5.    il comportamento generale di adulti e ragazzi e nei confronti di disabili.

 


 

La gestione del PANICO

 

Il panico è una forte paura, collettiva o individuale che provoca alterazioni nei comportamenti e reazioni irrazionali, può avere manifestazioni che, se incontrollate, costituiscono un elemento di pericolo.

 Lo scopo della paura è puramente biologico, assolve alla funzione di proteggere l’organismo. Da questo punto di vista, la paura-possiamo dire anche l’ansia-se mantenuta a livelli tollerabili, assolve questa funzione di protezione dell’organismo, preparandolo all’azione. La funzione protettiva significa che l’organismo si protegge dall’aggressione immediata, contingente, per preparare un’azione di risposta, una reazione.

 Quindi la paura ha una doppia faccia, dal punto di vista biologico: da un lato mette l’organismo nelle condizioni di attenuare le minacce, i rischi contingenti presenti, dall’altro lato di preparare l’organismo a elaborare uno schema di risposta che possa far fronte allo stimolo negativo.

 

 La paura si trasforma in panico quando l’organismo non riesce ad elaborare una strategia, quella che normalmente viene chiamata “strategia di salvezza”, una contromossa, una risposta positiva che possa far fronte agli stimoli negativi. L’organismo umano, ma non soltanto il nostro, grazie alla biologia è addestrato molto più di quanto non si creda a fornire risposte agli stimoli negativi per una semplicissima ragione: che l’organismo umano, come gli organismi viventi in generale, vive in un ambiente in cui è dominante la presenza di stimoli negativi. Questo vale per gli animali, ma vale anche per noi: la presenza di stimoli negativi è dominante. L’organismo umano è molto più preparato di quanto normalmente non si creda.

 

L’unica strada per poter approfittare o sviluppare questa caratteristica, è quella dell’addestramento.

 

Pertanto è necessaria la diffusione di una “cultura della gestione dei pericoli”, che prepari l’individuo a prendere coscienza della possibilità del verificarsi di un evento calamitoso e fornisca le informazioni utili per elaborare risposte per far fronte al suo verificarsi e così far ridurre le reazioni distruttive.

 

 La procedura di evacuazione dell’edificio scolastico fornisce gli elementi indispensabili per permettere un deflusso rapido, razionale e ordinato. L’applicazione della procedura verificata durante le prove periodiche di evacuazione, limita il rischio di reazioni negative, in particolare il panico, che può anche spingere ad una “fuga isterica collettiva” con conseguenze immaginabili.

 

Quindi il piano di evacuazione, con il percorso conoscitivo necessario per la sua realizzazione, può dare un contributo fondamentale nel consentire di:

 

v      Essere preparati a situazioni di pericolo

v      Stimolare la fiducia in se stessi

v      Indurre un sufficiente autocontrollo per attuare comportamenti razionali e corretti

v      Controllare la propria emozionalità e saper reagire all’eccitazione collettiva

 

 

 

 

 

 

 

 

(estratto da Progetto Scuola Sicura a San Giovanni Rotondo)

 


 

c.   La segnaletica di sicurezza a scuola

 

Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare l’attenzione e fornire in modo rapido, incisivo e facilmente comprensibile informazioni relative ad oggetti o situazioni di pericolo, nonché dare avvertimenti specifici.

Nella Tabella riassumiamo i colori di sicurezza, il loro significato e le indicazioni che danno alla lettura del segnale. Alcuni di questi segnali sono anche quelli che più normalmente vengono utilizzati anche nelle scuole.

Ricordiamo che il Decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493 prevede all’art.2 precisi obblighi per il datore di lavoro e relative sanzioni, in particolare:

 

... Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all'art .4 comma l, del D.Lgs. 626/1994, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, o sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza ........, allo scopo di ...

 

a.    avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte;

b.    vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo;

c.    prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza;

d.    fornire indicazioni relative ad uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso di salvataggio;

e.    fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza.

 

 

COLORE DI SICUREZZA

 

FORMA

 

SIGNIFICATO - SCOPO

 

INDICAZIONI

 

ROSSO

 

Segnali di divieto

 

Evitare

Atteggiamenti pericolosi

 

ROSSO

 

 

Pericolo allarme

Alt, arresto

Dispositivi di Interruzione

Dispositivi di Emergenza

Sgombero

 

ROSSO

 

Materiali ed

attrezzature antincendio

 

Identificazione ed

Ubicazione delle attrezzature

 

GIALLO o GIALLOARANCIO

 

Segnali di avvertimento

 

Attenzione, Cautela,Verifica

 

AZZURRO

 

 

 

 

Segnali di prescrizione

 

 

Comportamento o azione specifica

Obbligo indossare mezzo sicurezza

 

VERDE

 

 

Segnali di Salvataggio

o di Soccorso

 

 

Porte, Uscite

Percorsi, Materiali

Postazioni, Locali specifici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si riportano di seguito i segnali di sicurezza che generalmente si usano nelle scuole

 

ROSSO - Segnali di divieto:

 

Vietato usare fiamme libere

 

Vietato spegnere con acqua

 

Non usare in caso di incendio

 

ROSSO - Pericolo-allarme:

 

 

Allarme antincendio

 

Interruttore elettrico generale (manovrare solo in caso di incendio)

 

Valvola intercettazione combustibile, (manovrare solo in caso di incendio)

 

ROSSO - Materiali ed attrezzatura antincendio:

 

Estintore

 

Idrante

 

Lancia antincendio

 

Attacco VV.F.

 

GIALLO O GIALLOARANCIO                                                    AZZURRO

Segnali di avvertimento:                                                  Segnali di prescrizione:

 

Pericolo di caduta

 

Alta temperatura

 

 

 

 

 

Versare i rifiuti nell’apposito contenitore

 

Lavarsi le mani

 

VERDE - Segnali di salvataggio o di soccorso:

 

 

Equipaggiamento di pronto soccorso

 

 

Indicazione direzione uscita di emergenza

 

 

Telefono per salvataggio e pronto soccorso

 

 

Punto di raccolta

 


 

INFORTUNI E MALATTIE : CAUSE E COSTI DELLA MANCATA PREVENZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“ .. Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza.

Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.

Trova il tempo di leggere, è la base del sapere …”

 

Antica ballata irlandese

 

 

 

 

 

 


 

a.    Cause e costi  degli  infortuni

 

In questo capitolo sono presi in considerazione solo quelle condizioni generali di un ambiente di lavoro come quello scolastico che sono spesso le cause legate agli infortuni più comuni sia per gli operatori che per i bambini ed i ragazzi.

 

In capitoli specifici sono stati analizzati alcuni rischi (infettivo, chimico, movimentazione, elettrico ...) ed i principali interventi preventivi e protettivi che per questi fattori di rischio vanno mesi in atto in ogni scuola, soprattutto come comportamenti individuali da parte degli adulti ed a difesa dei bambini e dei ragazzi.

 

Per gli infortuni a scuola vanno considerate oltre alle cause anche i costi che un infortunio comporta non solo a carico della scuola, ma anche come costi sociali.

Costi legati all’assenza dal lavoro

v      Ore perse

v      Costi diretti

v      Costi indiretti

v      Produttività

v      Qualità Servizio

v      Reputazione

v      Ripercussioni educative

 

 

 

 

Si usa raggruppare in 3 grandi categorie le cause di infortunio sul lavoro:

 

a.    le condizioni pericolose di ambienti, organizzazione del lavoro, materiali, attrezzature;

b.    le azioni pericolose ed i comportamenti scorretti;

c.    le manchevolezze individuali.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


a.       Le condizioni pericolose da tenere sempre sotto controllo in una Scuola sono:

è     cattivo stato o usura di pavimenti, rampe, scale, piattaforme, ascensori, scale portatili;

è     eccessiva polverosità, temperatura e rumorosità;

è     scarsa illuminazione ed aerazione dei locali di lavoro;

è     scarsa conoscenza nell’uso di sostanze chimiche pericolose;

è     carico di lavoro che porta a tempi e ritmi di lavoro ristretti e/o accelerati.

 

b.      Fra le azioni pericolose compiute dai lavoratori della Scuola le più diffuse sono:

A     mancato uso o uso improprio di protezioni individuali;

A     posizioni pericolose (come salire su sedie poste su banchi);

A     maneggiare sostanze pericolose senza le dovute conoscenze e precauzioni;

A     usare prolunghe e triple in eccesso.

 

c.       Tra le manchevolezze individuali le più comuni sono:

"    la scarsa attenzione alle misure preventive e protettive;

"    la fretta e l’eccessiva confidenza con i fattori di rischio;

"    la stanchezza sottovalutata e/o la non conoscenza di un fattore di rischio.


 

Alcune norme di comportamento individuale e collettivo vanno considerate in generale per la sicurezza e la salute di tutti e per una buona igiene del lavoro.

 

Queste indicazioni sono certamente volte a prevenire o ridurre il numero degli infortuni.

 

 

a)      ogni ambiente della scuola deve essere ordinato e deve avere una regolare pulizia e manutenzione.

 

b)      i pavimenti e tutti i luoghi destinati al passaggio NON devono presentare buche o sporgenze pericolose, possibilità di scivolamento o caduta e NON devono essere ingombrati da materiale;

 

c)      le zone con pericoli specifici (es. centrale termica, laboratorio chimico etc.) devono essere segnalate e chiunque debba accedervi deve essere autorizzato dal responsabile della scuola.

 

d)      Le sostanze chimiche vanno conservate in appositi armadi chiusi ed occorre mantenere sempre tali sostanze in recipienti chiusi e chiaramente etichettati, NON ACCESSIBILI AI BAMBINI;

 

e)      prima di utilizzare qualsiasi apparecchio o macchinario leggere il manuale d’istruzioni ed attenersi a quanto riportato.

 

f)       Prevedere sempre controlli periodici e manutenzione regolare di attrezzature e macchinari, specie quelli elettrici.

 

g)      le uscite di emergenza e le apparecchiature antincendio devono essere tenute libere  e facilmente accessibili.